Scritto da CHIARA
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Nell’incontro del 18 Gennaio 2010 si sono discusse le linee guida da seguire nella ricerca sull’uso dei social network. I punti analizzati sono stati diversi:
· Condurre una ricerca etnografica sul campo, che vada oltre un’indagine di tipo quantitativo, come la somministrazione di questionari, di cui si occupa il gruppo SWG.
· Seguire più soggetti con diversa estrazione sociale, fascia di reddito, livello di istruzione, professione, età, distribuzione geografica; questo ci consentirà di ottenere un campione variegato che presumibilmente farà uso diverso dei media in questione.
· Se possibile, eseguire lo shadowing in giorni sia feriali che festivi, in modo da verificare se, quanto e in che modo cambino i comportamenti dei soggetti. Possiamo infatti presumere che la fruizione di mezzi come cellulare, e-mail, social network vari non solo quantitativamente, ma soprattutto a livello di contenuti in giorni lavorativi piuttosto che durante il fine settimana.
· Durante lo shadowing si deve entrare in contatto con il soggetto da analizzare, cercare di instaurare quel tanto di rapporto che possa aiutare l’analizzatore a registrare tutti gli usi dei media, non solo a livello quantitativo (ad esempio la durata di una telefonata), ma anche a livello qualitativo e contenutistico (capire con chi è avvenuta tale telefonata, che tipo di rapporto il soggetto in questione ha con il ricevente o mittente). Evitare però di essere eccessivamente invadenti, per non far sì che il soggetto sia condizionato dalla nostra presenza.
· A questo proposito, è bene che il lavoro su ogni soggetto duri almeno 3 giorni, in modo da farlo abituare alla nostra presenza e ridurre, così, il tasso di “inquinamento”. Spesso, infatti, in questo tipo di ricerche non si tiene conto dei dati rilevati nel primo giorno, proprio perché condizionati maggiormente dalla presenza del ricercatore.
· E’molto utile l’uso di un registratore per poter riascoltare le conversazioni fatte con il soggetto.
· Raccogliere la storia di vita del soggetto prima di iniziare lo shadowing. Questa procedura è utile sia al ricercatore per farsi un’idea della tipologia di persona che ha di fronte, sia al soggetto per entrare in contatto con chi lo seguirà per tre giorni.
· Va bene anche seguire una persona che conosciamo; questo consente una maggiore confidenza tra i due e riduce il livello di “inquinamento” nell’uso spontaneo dei mezzi di comunicazione.
· Registrare dati il più possibile precisi; evitare constatazioni del genere “uso limitato del cellulare” in quanto soggette a relativismo. E’ bene perciò accompagnare i dati da annotazioni specifiche riguardanti ora, durata, contenuto ecc.
· Un aspetto interessante può essere l’analisi dell’uso cross mediale che un soggetto, quasi sempre inconsapevolmente, fa.
· Non sottovalutare aspetti apparentemente secondari che possono venir fuori in modo inaspettato; è importante essere ricettivi e aperti a qualsiasi “nuovo filone” possa emergere nel corso delle ricerche (Federico ci ha parlato ad esempio dell’account del cane del soggetto da lui seguito).
· E’ importante che la stesura dei dati, con relativa elaborazione, sia eseguita “a caldo”, in prossimità della rilevazione, in modo da avere ancora e quindi riuscire a trasmettere, le impressioni di cui siamo impregnati.
· La stesura di una ricerca etnografica si affida a un’elaborazione di tipo narrativo, come una sorta di diario di bordo. È’ necessario comunicare le proprie intuizioni, se si pensa che queste possano essere utili ai fini del lavoro. Lo scopo è raccontare la propria esperienza e trasmettere le impressioni ricevute in modo da rendere partecipe chi legge, come se fosse stato anch’egli presente.
· Lo scopo della prima fase di questo lavoro è cercare di delineare man mano un metodo di indagine valido, che possa essere riutilizzato anche in seguito.
· In una fase introduttiva del lavoro, è bene consultare gli articoli dell’antropologa Danah Boyd, disponibili on line, partendo dalla parte riguardante il metodo d’indagine.
· Infine Fabio ha raccontato la sua esperienza di shadowing, sottolineando l’importanza di entrare in sintonia con il soggetto analizzato, capire il muro di condizionamento causato ad esempio dall’uso del registratore, essere aperti a sviluppi inaspettati e dimostrasi curiosi, non avendo paura di fare domande.
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