L’obiettivo della nostra ricerca è indagare come i migranti utilizzano i nuovi media per mantenersi in contatto con il loro paese d’origine. Inoltre vorremmo indagare se questi contatti influenzino in qualche modo la percezione della loro appartenenza sia al paese di provenienza che al paese in cui si trovano ora, in questo caso l’Italia. Per fare questo abbiamo intenzione di intervistare alcuni migranti secondo questo schema:
Presentazione:
Qual è il tuo paese d’origine?
Cosa fai nella vita?
Da quanto tempo sei in Italia?
Con o senza la tua famiglia?
Con che tipo di persone del tuo paese sei in contatto?
Con quali mezzi mantieni questo contatto?
E’ importante per te? Perché?
Noti una differenza nel modo di comunicare con italiani/persone del tuo paese?
Ti tieni informato sulla vita quotidiana/avvenimenti del tuo paese?
Tutto questo ti fa sentire piu “a casa”?
In che modo tenere contatti con il tuo paese influenza il tuo senso d’appartenenza all’Italia/paese d’origine?
Prova ad immaginare come sarebbe il rapporto con il tuo paese d’origine se non avessi a disposizione queste tecnologie per comunicare…
lunedì 22 novembre 2010
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Ciao a tutti,
RispondiEliminariuscite a postare una trascrizione dell'intervista effettuata?
la soluzione migliore sarebbe quella di caricare il video su youtube e linkarlo nel blog in modo da consentirne a tutti la visione. In giornata proverò a verificare la disponibilità del contatto del quale vi accennavo a lezione e nei prox gg vi farò sapere.
Buon lavoro
sara
Cercherò di scaricare il video e di postarlo sul blog.
RispondiEliminaGrazie mille per il suo aiuto.
Ciao a tutti,
RispondiEliminaho inviato or ora a Lorenza il numero del cellulare di un contatto per intervista. Non è quello che avevo in mente a lezione ma un'altro che è , credo, altrettanto interessante.
Il soggetto è molto giovane - 18 anni appena compiuti - e viene dall'Egitto. E' in Italia da un paio di anni e il suo italiano è sufficentemente buono per sostenere con voi una conversazione sui temi in oggetto.
Era un pò intimorito all'idea di dover rispondere a delle domande e, più che altro, di essere ripreso.
Cercate di metterlo a suo agio e di porre le questione traducendole in modo da renderle accessibili al vostro interlocutore.
Credo che una buona idea - ed un ottimo setting di intervista - potrebbe essere quella di chiedergli un incontro nel luogo in cui utilizza facebook ( che sia una casa di parenti o un internet point ) in modo da impostare una conversazione sciolta a partire da quello che lui decide di mostrarvi in riferimento alle sue interazioni con il mezzo.
Direi che l'intervista non dovrebbe essere svolta da più di due persone per evitare inutili elementi di disturbo e congestione.
Se ho ben compreso sarà Lorenza ad occuparsene, avete già deciso insieme a chi?
Il contesto dell'intervista non è neutrale, un internet point o una stanza in casa di parenti sono 2 setting completamente distinti da considerare e sui quali riflettere.
la questione di come inquadrarli sia a livello teorico che pratico (telecamera) va problematizzata.
Se riusciste poi a rivedere insieme al vostro interlocutore le riprese effettuate, avrete la possibilità di riflettere insieme a lui sui risultati del vostro lavoro e di sfruttare, in questo modo, le risorse e le potenzialità del mezzo audio - visivo di registrazione.
in ultimo, ma non di minor impoortanza, chiarite al soggetto che io non sarò presente ( mi sorge infatti ora il dubbio che la dia per scontata) e, in caso, vi accorgete che questo è nodo troppo problematico fatemi sapere immediatamente che valuterò il da farsi.
Buon lavoro,
sara